giovedì 23 dicembre 2010

Chi disse "Preferisco avere fortuna che talento" percepì l'essenza della vita. (W.Allen)

Ammetto che una frase del genere detta a bruciapelo è già troppo fatalista per me.

Ma è un punto di vista difficile da ignorare: destabilizzante acuto e affilato come la lama di un coltello, e nel contempo scioccamente limitato e cinico.

Difficile da accettare anche per chi lo condivide (e sono molti, li chiamerò Alleniani): significa infatti dichiararsi inermi, con un “preferisco” messo li a tacere chi come me crede che talento, impegno e passione siano i motori del benessere.

Preferisco: come se l’ostetrica chiedesse al neonato se vuol essere ricco, bravo a letto, o intelligente.

Un ridicolo ombrellino aperto di fronte all’uragano, un gommone di fronte al Maelström.