martedì 25 novembre 2008

La fiducia nella bontà altrui è una notevole testimonianza della propria bontà.

Di nuovo io e di nuovo voi, vecchi amici e lettori casuali di quel mare magnum di pixel che è internet.
E' facile per quelli di voi che mi vedono capire che sono felice in questo periodo (per chi mi vede spesso diciamo più del solito), e chi mi conosce bene sa che anche se a me basta poco, non mi lamento quando poco diventa tantissimo.
Di questo, direbbe un mio amico di carta, dico grazie-sai.
Le settimane passano come il vento, ho sempre meno tempo, tanto da fare...bla bla bla.
Queste cose le sapete gia no? Mica vorrete che ve le riscriva? Andiamo subito al sodo, và.

martedì 11 novembre 2008

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato.

Rieccomi di nuovo tra voi, amici fedeli e lettori casuali!
Vi confesso che nonostante l'ultimo post risalga ad un paio di settimane fa, mi sembrava un'eternità. In effetti queste due settimane tra halloween e festeggiamenti vari sono passate alla velocità della luce, Lucca (leggi Lucca Comics N.d.r.)ha lasciato il fisico molto debilitato, e l'università coi suoi corsi e i suoi scioperi ha contribuito a segare le gambe anche al criceto Billy, che gira la rotellina nella mia cavità cranica.
Aggiungete a ciò che la mia giornata, come la vostra, dura 24 ore ma ne dovrebbe durare 36 per organizzarsi al meglio e permettere quella che alcune diligenti compagne di corso chiamerebbero una "pianificazione accurata delle attività".
Se con qualcuno di voi ho fatto progetti che non sono andati in porto, se vi ho ringambato situazioni o vi ho dato bidone scusatemi, vi prego.
Il fatto è che spesso e volentieri mi manca tempo.

martedì 28 ottobre 2008

Vi Veri Veniversum Vivus Vici.

Buona sera, Firenze.
Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa
interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine
quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della
ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della
commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato
vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che
avremmo potuto dare risalto ai problemi dell'università italiana, sottraendo un po' di tempo alla vita
quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.

Perché?
Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non
perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere
al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione
della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in
questo paese.

Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e corruzione. E lì
dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare
nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di
sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a tutto ciò.

Com'è
accaduto? Di chi è la colpa?

Sicuramente ci sono alcuni più
responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora
una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c'è che da
guardarsi allo specchio.

Io so perché l'avete fatto. So che avevate
paura. E chi non ne avrebbe avuta?

Tasse, buchi nei bilanci, tagli indiscriminati.
C'è una
quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a
corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso.

La
paura si è impadronita di voi, ed il caos mentale ha fatto sì che vi
rivolgeste all'idea di occupare e bloccare la didattica. Vi avevano promesso riforme in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso.

In questi giorni avete cercato giustamente di porre fine a questo silenzio. Ma nel modo sbagliato.
Esattamente sessant'anni fa, un'altra generazione ha voluto
imprimere per sempre nella nostra memoria la rivoluzione universitaria. La loro
speranza era quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la
libertà sono più che parole: sono prospettive.

Quindi, se non avete
visto niente, se le ingiustizie di questo governo vi rimangono ignote, vi
consiglio di lasciar agire questa riforma.

Ma se vedete
ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla
ricerca come lo sono io, vi chiedo di farvi sentire, ma in piazza. E insieme
offriremo loro un 2008 che non verrà mai più dimenticato.


Liberamente parafrasato da "V for Vendetta".

Ho provato ad attualizzare il pensiero di quel geniaccio di Alan Moore, spero con profitto, perchè volevo scrivere qualcosa sulla situazione universitaria, ma non trovavo le parole: è quindi un pensiero libero e liberamente contestabile.
Sono d'accordo con chi protesta, ma non con chi blocca e occupa: forzare qualcuno a manifestare significa secondo me perdere lo spirito stesso della protesta.
Come ho detto è stato fatto in buona fede, contro i veri colpevoli...ma in modo sbagliato.

Vedremo come andrà.

Vi lascio ai vostri pensieri.
Adieu

giovedì 16 ottobre 2008

Le passioni e le virtù sono difetti solamente se portate all'estremo.

Bentornati a voi, amichetti dei blog nel mio minimo spazio di sfogo personale, e bentornato a me sullo schermetto del pc di casa vostra, pronto a darvi il mio contributo alla razione giornaliera minima raccomandata di discorsi contorti & ragionamenti macchinosi!
Non ho aggiornato molto spesso  il blog recentemente, ma non per mancanza di voglia: semplicemenete perchè oramai da un pò di tempo mi sono disteso, e sono li fermo che aspetta un chissacchè, rimanendo in quel limbo piacevole e rassicurante di immutabilità.
E io ci sto li, come quando la domenica mattina d'inverno ti devi alzare, ma c'è quel tepore tra le lenzuola, per il quale manderesti volentieri al diavolo il resto della giornata.
Inoltre se non ci sono spunti interessanti, è inutile spremersi, non ci sono e basta.
Avevo parlato in settimana di quali fossero i "cardini" della comunicazione, cercavo di trovare nuovi spunti per discuterne (ma sono ancora in alto mare) e perciò avevo deciso di rinviare ancora il post...fino a stasera.
Mi è capitato di parlare proprio stasera di estremismo, giusto fino a poco fa.
E non tanto di estremismo tout court, quanto di quella forma esasperata di passione verso il proprio oggetto di desiderio.
Ho già trattato il desiderio nei post precedenti a più riprese, ma stasera vorrei puntualizzare proprio quest'accezione: per vivere un piacere, un'amore per qualcosa, è proprio necessario estremizzalo al punto da renderlo morboso?
Ho avuto modo spesso di parlare con persone diverse che (in ambiti diversi ovviamente) avevano trasformato l'entusiasmo per la loro personale passione in una vera e propria mania; il che alla lunga mi risulta personalmente sgradevole anche nelle conversazioni con i diretti interessati, in preda a ostentazioni noiose e ripetitive.

Mi preme ora far capire una cosa: la mia è (come sempre) un'opinione, in quanto tale non deve essere eretta a verità assoluta, è fallibile ed è personale.

Quello che mi chiedevo è: ce n'è davvero bisogno?
 E' obbligatorio spendere migliaia di euro per un paio di scarpe se ti piace vestire bene?
E' necessario vedere "Titanic" dodici volte per dire di essere una fan di Leonardo di Caprio (bravissimo attore, tra l'altro!)?
 Bisogna riempirsi di tatuaggi e piercing per essere alternativi?
Ognuno è libero di fare le sue scelte e merita rispetto per queste ultime, ma sono io stesso libero di avere disgusto per queste forme di feticcio per il quale spesso i diretti interessati vengono meno anche a quello che sarebbe un provvidenziale buonsenso, e spesso sono loro che ne scapitano.
E direi che più di tutti, come si evince dal titolo, il concetto l'aveva capito quel crucco di Goethe (di cui ho liberamente parafrasato il pensiero).

Come sempre i commenti sono graditi, come sempre il mio spazio è finito e inizia il nostro.

Vi lascio ai vostri pensieri
Adieu!

P.s.: Dedico il post alla mia compagna di mensa, che dopo due ore di statistica ha ancora abbastanza pazienza per ascoltare i miei deliri! :D

venerdì 19 settembre 2008

La fantasia è una forza della natura. Non basta questo a riempire un uomo di estasi? Fantasia, fantasia, fantasia



In libreria mi sono imbattuto in un libro che titolava "Il Re della Pioggia", di un'autore di cui mai avevo sentito parlare: Saul Bellow.


Questo è successo in realtà verso la metà di agosto, in quel di Asiago, durante una gita...e da allora Saul e il suo Re si sono dileguati:erano nascosti dietro ai pensieri, agli  impegni, alla vita ordinaria.

Il pacifico (leggi erosivo) scorrere del tempo lo aveva sepolto.

Mi è capitato di pensare proprio oggi a quale sarebbe stata la migliore definizione per una cosa indefinibile (lo so, a volte mi lambicco il cervello di brutto) come la Fantasia e ma non sentivo nessun campanello, nessuna vocina, nulla.

Una valanga di pensieri, una tempesta (come la definirebbe Joyce) aveva sepolto Saul.

Ma una provvidenziale chiamata sul cellulare mi ha ricordato che mi ero annotato qualcosa (quando un libro mi colpisce, per curiosità o per idiozia io lo sfoglio per vedere se ci trovo dentro una frase che mi stimoli a comprarlo) riguardo la fantasia.

E dalla valanga di pensieri, una mano con una penna in mano spuntava proprio in quell'istante.

Non ho letto il libro, ma la frase mi colpì tanto che me la segnai, e decisi che l'avrei acquistato e magari ci avrei scritto un post sopra. Mi sembrava più che degna!

Se vi stimola, se vi viene voglia di scrivere un commento o semplicemente di comperare il libro, io il mio l'ho già fatto.

Vi lascio ai vostri pensieri!

Adieu

domenica 14 settembre 2008

La noia è come il desiderio di un piacere ideale

Bentornati e bentornate sul mio blog cari amicici, e bentornato anche a me sugli schermettini dei vostri computer! :D

E' tornato il tempaccio, è tornata l'università ma c'è anche un'atmosfera diversa nell'aria.

E' qualcosa di indefinito, che stà tra la depressione e l'accidia, tra il frustrante e l'avvilente, si avverte dal lontano.

E non so se sia questo il motivo, ma vi dirò anche che le persone mi sembrano molto strane ultimamente.

Questo un pò mi scarica.

E' stato infatti un piacere, quasi una boccata d'aria per me poter conoscere un paio di facce nuove in quel di Firenze, e mi sono sorpreso anche nel fare nuove conoscenze in ambiente familiare. E' stato liberatorio, se capite cosa intendo.

Vediamo se riesco a descrivervelo: siete seduti al tavolo a bere una birra, e ad un certo momento si sente nelle persone intorno a voi come una spinta, un bisogno di fare, di vedere, di provare, di andare chissà dove per trovare chissà cosa, un'agitazione interiore. Che genera aspettative, che generano attese che sfociano sempre in deludenti serate, arrabbiati con tutti ma in realtà con nessuno. Aliusque et idem avrebbe detto Orazio.

Ecco, più o meno così.Ma qual'è lo scopo, mi chiedo io mentre si decide, si propone, si telefona per sentire se è aperto?Nessuno saprebbe rispondermi con esattezza, questo è certo.Il divertimento c'entra sempre ben poco a mio avviso: ho sempre sostenuto che ci si diverte solo tra amici, il dove è come uno sfondo...se mancano gli amici, manca tutto. Non pensate male, mi piace girare, vedere gente nuova e posti nuovi, mi piacciono tantissimo le iniziative; è solo che quella spinta spesso somiglia ad uno spintone, e ti porta più in là di dove volevi/dovevi/avevi bisogno di andare, ma quando non sai cosa cerchi non sai neanche quando fermarti a raccogliere quello che cercavi no?

E' magnifico l'autore del titolo del post, perchè con poche parole (che io ho volutamente parafrasato) ha reso l'idea infinitamente meglio di come non abbia fatto io con il mio salmo illeggibile. Forse perchè la vita di tale geniale autore è stata talmente priva di eventi degni di nota, incorniciata com'era in uno stile di vita abitudinario, che deve averci pensato su parecchio, e stava sicuramente peggio di me.

Io e Immanuel Kant.

Questo mi ha dato (presuntuosamente) la carica! :D

 

Vi lascio ai vostri pensieri!

Adieu

lunedì 25 agosto 2008

Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con gli altri.

Rien ne va plus amici, amiche e conoscenti!

Dopo le funamboliche avventure d'estate fatte di pantagrueliche mangiate e gargantuesche sbornie (mi piacciono gli aggettivi bizzarri!), si torna seri e compassati sopra i libri facendo finta di essere sempre rimasti seri, mentre gli altri non guardavano.

Arrivati alla fine delle vacanze si tirano le somme dell'estate, con un pò di rimpianti, gli ultimi progetti e un saccco di bei ricordi che serviranno poi a ridere di gusto in quelle serate fredde che da sempre ci riserva l'inverno: un'estate tutto sommato piacevole.

Mi piace però anche l'idea di tornare tra i bucaioli a studiare, perchè la vita universitaria per come la faccio io benchè me ne lamenti spesso, mi piace (so che uno di voi lettori sta sorridendo ora, ma credo che nel profondo valga lo stesso anche per lei).

Leggo sempre spesso (d'estate cerco di contenermi, perchè altrimenti non uscirei di casa!) e tra libri e fumetti e blog altrui ho trovato un trait d'union tra queste tre cose...e da buon decadentista baudeleriano (a sto giro dai francesismi mi incrino! Par Bleu!) ho voluto usare le parole Pavese, che in modo perfettamente coerente col poeta maledetto ha trovato il collegamento nascosto tra i tre elementi sopra descritti, che in questo caso è la solitudine.

(Confesso di non aver letto "Il Mestiere di Vivere", ma parlandone con un'amico ho scoperto essere un libro molto intrigante, e mi sono presuntuosamente permesso di citarlo.)

Un senzatetto che vuole solo il calore di un'abbraccio, senza pretendere gli spiccioli dei passanti (il Fumetto); l'ansia di una ragazza un pò triste che si sente stanca di andare a letto da sola (il Blog); la scoperta di una vita ingiusta vissuta in solitudine (il Libro)...un sentimento strano, la solitudine.

Accomuna persone sole.

E' comunque diversa la causa (ma come giustamente puntualizza Pavese, spesso è lo spettro dell'incomunicabilità, altro tema bello tosto) di questa triste emozione...direi più che diversa è personale (che altro aggettivo trattandosi d'un emozione???), ma che produce identici sintomi spesso sottovalutati, sempre indesiderati, difficili da curare anche per chi ha buoni amici.

Io in prima persona spesso mi sento solo, e spesso voglio stare solo, ma ho la fortuna di essere accontentato di rado.

 

Vi lascio ai vostri pensieri!

Adieu

 

P.s.: Dedico il post per la prima volta a due persone, con due motivazioni diverse:

 

1)Alla Zia Cecy alla quale promisi una dedica...la poetessa ermetica coi post più corti e intensi del mondo!

 

2)All'Aretina Rosso Fuoco...presente ma assente, la stimo veramente un sacco.

 

P.p.s: Naif...

 

 

lunedì 4 agosto 2008

Certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo.

Eccoci Eccoci Eccolo! Si, cari lettori affezionati, sono vivo e so ancora accendere un computer!
Mi dispiaccio per essere stato assente dagli schermetti dei vostri computer per un lungo periodo (un paio di mesi ad essere franchi), ma un pò gli impegni, un pò che non ho internet a casa e un pò il fatto che se la vita non la vivo non saprei che diavolo scrivere, mi sono preso un periodo di ferie!
Questa calda estatissima mi ci voleva per rilassarmi, ma io ho preferito svolgere un pò di lavoretti extra e guadagnare qualche spicciolo da brava formica, in vista dell'inverno...non so proprio come si fà a fare  la cicala io...
Durante la pausa estiva mi piace andare al cinema quando posso, anche se raramente danno film perlomeno gradevoli su cui vale la pena spendere 6/7 euri, e mi stò appassionando sempre di più al "linguaggio" cinematografico, inteso come l'insieme dei mezzi espressivi tipici della macchina da presa che possono trasformare una storia scialba in un capolavoro.
Mi è capitato perciò di vedere l'ultimo film di Batman "Il Cavaliere Oscuro"...e l'ho trovato meraviglioso.
Sono effettivamente l'ultima persona che possa dare giudizi equi in quanto mi piacciono i fumetti, adoro gli attori del cast e stravedo per i film cupi e tenebrosi, ma credo ci sia una componente che nessuno può negare: è uno dei pochi film contemporanei fatto bene, al di la della regia, degli effetti speciali, e di tutto il resto.
Cosa significa "Fatto bene"? Significa che chi lo fa sfrutta al massimo ogni elemento introdotto, senza forzare nulla e senza tagli. Anche un film senza effetti speciali, con una storia semplice e budget limitato può essere quindi fatto bene, basta saper sfruttare quel che si ha.
E un film fatto bene te lo godi.
Ci sono tante cose di questo film che mi hanno colpito: le tematiche, la storia, ma soprattutto il livello recitativo degli attori, su cui spicca (una spanna sopra gli altri) il tristemente defunto Heath Ledger.
Ora, di citazioni ce ne sono a bizzeffe, ma l'altro giorno mentre guardavo il telegiornale ho sentito la notizia di una rissa tra tifoserie tra siena e catania, e mi chiedevo: ma io potrei partire, fare 600 kilometri (con questo caldo!), andare a vedere una partita di pallone con famiglie e bambini con in mano un paletto di ferro e bastonare tutti solo perchè più di 5 anni fa ho creduto che ci avessero fatto perdere un campinato di serie B?
E la voce di Alfred (il fido maggiordomo di Bruce Wayne) mi è risuonata subito in testa, perché riassume tutto il senso del post, ed ho creduto fosse il titolo perfetto.

Come sempre, i commenti sono molto graditi, e come sempre
vi lascio ai vostri pensieri
Adieu



Se introduci un po' di anarchia... se stravolgi l'ordine
prestabilito...
Tutto diventa improvvisamente caos.
Io sono un agente
del caos. E sai qual è il bello del caos? E' equo!

lunedì 16 giugno 2008

Il Mio Eroe

Ragazzi, voi sapete che sono contro i video nei blog, ma ho trovato questa meraviglia, e precludervene la visione era decisamente troppo. Godetevelo.





Per chi non sapesse cosa è voyager: Il programma più bello della tv italiana dei nostri giorni.
Vi prego, per chiunque già non lo faccia
il prossimo anno
GUARDATE VOYAGER!!!
P.s.: L'intervento è dedicato allo Zucca, compagno di risate su Giacobbo, e all'amico che mi disse che non leggeva i miei post perchè troppo lunghi da leggere...beccati questa Pino!


venerdì 6 giugno 2008

Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità

Eccomi di nuovo con voi, amici vicini e lontani, durante il countdown
per l'esamone di anatomia: indietro con lo studio ma sempre presente!!!
Vi posso dire, per chi in questi giorni mi ha visto poco, di non preoccuparvi: non sono morto.
Sto veramente studiando e sudando sopra i miei libroni, cercando di
capirci qualcosa (e riuscendoci, ahime, raramente) sperando comunque di
avere tempo di imparare e approfondire quanto più possibile prima dello
scadere del tempo utile...

Spesso però capita, solo questa settimana 2 o 3 volte, che la
televisione (amica, compagna maestra e amante segreta  di noi  braccia
rubate all'agricoltura) non provveda al naturale rilassamento dovuto
alla disconnessione dei fasci corticìpeti...in poche parole non c'è
nulla di guardabile alla tv che permetta di staccare il cervello un
paio d'ore.
E allora che si fa se non c'è più nemmeno Giacobbo (conduttore, per chi
non lo sapesse, dell'esilarante Voyager) con le sue teorie traballani e
le sue scoperte sconclusionate?!?
E' in quei momenti che io e il mio coinquilino preferito (Zucca
n.d.r.), abbassato il volume della tele, affrontando apertamente i temi
più misteriosi e toccando i dubbi più profondi dell'animo umano, ci
divincoliamo tra teologia,  fisica, medicina, filosofia, politica e chi
più ne ha, più ne metta, dando luogo a interessanti conversazioni.
Non mi interessa ora elencarvi i vari argomenti di discussione (sono
troppi e troppo vari), ma concentrarmi sul fatto che spesso, in queste
"analisi" capita talvolta che uno dei due interlocutori, a fronte di
deduzioni o ragionamenti, cambi idea.

Ecco che ora vi si svela il motivo della citazione dell'eterno (meraviglioso) nichilista Nietzsche.
E' infatti spesso un'ipse dixit di ciceroniana memoria, un Pitagora che
ci ferma nell'avanzata verso la verità o perlomeno ce ne peclude il
tentativo.
Il Pitagora in questione può essere chiunque: il professore, il libro, tuo padre, l'opinionista alla tv, spesso te stesso.
Un esempio su tutti: trovo strano che tanti non vogliano una ricerca
scientifica più aperta solo perchè la chiesa non è d'accordo...ognuno
può credere in quello che vuole, ma precludersi la risposta a una
domanda solo perchè altre persone ti spiegano (a volte con troppa foga)
come non sia quella giusta è decisamente anacronistico per i tempi in
cui viviamo no?

Personalmente sono convinto dell'immenso potere che detiene chiunque di
fronte ad una sua mancanza, ad un'idea che si rivela sbagliata,
all'evidenza di un'errore, a un qualunque buon motivo per farlo, ha la
forza di cambiare idea...e di conseguenza cresce.

Ansioso di sapere cosa ne pensate, vi lascio ai vostri pensieri!
Adieu

P.s.: Prego le protagoniste del bisticcio sul post precedente di NON litigare sul mio blog, qualunque altra forma di commento è molto gradita!

P.P.s: L'intervento è dedicato alla segreta amante di Dr.House, che come sempre si dimostra troppo gentile.


lunedì 26 maggio 2008

De cuerdo y loco todos tenemos un poco

Hola gente! Que pasa? Dopo un'iberica settimana ritorno di nuovo da voi, pronto per affrontare di nuovo gli studi in vista degli esami di giugno...
Per chi ne fosse all'oscuro, sono stato una semana con Alessio (il peloso per capirci) e Riccardo (Bazzone di capodanno) nella magica Sevilla, patria storica di Traiano e Adriano nonchè di Luis Cernuda (poeta contemporaneo di cui la Vero, ospitale padrona dei nostri alloggi, mi ha reso nota l'esistenza).
Siviglia ha rivelato a noi tre zingari la sua bellezza e, in un paio di occasioni, le sue "ombre": ma ovviamente prevale lo spirito del viaggiatore e la meraviglia di fronte alle bellezze che la città ci offriva, che vi assicuro meritavano di essere viste (personalmente sono rimasto affascinato dalle Real Alcazares).
Ancorami devo però riprendere dallo sbalzo di fuso orario (avete capito bene: nonostante la ci fosse la stessa ora di roma la gente era completamente sfasata...spiegatelo voi al mio stomaco che alle 3 non c'è più pranzo e alle 10 e mezzo è ormai tardi per la cena!)
Ringrazio per cui i compagni d'avventura: Riccardo senza il quale io e il peloso ci saremmo persi dopo mezzo metro (è come un GPS, vi giuro); Alessio che traduceva  per noi e si è preso un paio di sbornie per il nostro gaudio, e la Vero, gentilissima e ospitale (abbiamo avuto confronti ma sempre finiti  la mattina dopo a colazione o poco dopo). 

Passando a tematiche più serie,ho scelto la citazione di un proverbio spagnolo molto in uso, che
letteralmente significa "tutti abbiamo un pò di ragione e un pò di
follia"
,e l'ho scelto perchè la vacanza in spagna mi ha insegnato che
in determinati momenti è utile rimanere ragionevoli, mentre in altri è
bello e divertente affidarsi alla sregolata scintilla di pazzia che
alberga in noi. E' però interessante e un po inquietante vedere come
molti (vi giuro che ne vedo tanti) anneghino consapevolmente (leggi ragionevolmente)
la parte ragionevole di loro permettendo alla follia di diventare caos,
distruzione e autodistruzione. Non voglio dilungarmi adesso, perchè
mi interessa sapere cosa ne pensate, e spero nei vostri commenti come invito a discuterne e a sviluppare, se
vi potesse interessare, questo tema.
Lo scorso post mi ha piacevolmente sorpreso per la quantità e la
qualità delle risposte, quindi come feci allora, vi lascio ai vostri
pensieri!
Adieu

lunedì 5 maggio 2008

In ogni ardente desiderio conta più il desiderio in sé della cosa desiderata

Salute a voi, gentili lettori! E' domenica sera e si ritorna, come sempre, in quel di Firenze...l'estate sembra finalmente arrivata, e speriamo che insieme alla pioggia se ne vada anche questo uggioso abbassamento di voce che mi tormenta oramai da 2 settimane...
Apro il post come al solito con una massima di un personaggio, che stavolta non rappresenta ne la letteratura ne la filosofia classica ne la cultura per come la intenderemmo: si tratta di Bruce Lee.
La filosofia orientale mi stuzzica, mi interessa, ma non la conosco tanto bene da reggere una conversazione con chiunque abbia letto più letteratura delle frasi da biscotto della fortuna cinese.
Partendo dal fatto che non sono un filosofo, non voglio scoprire verità assolute, e non penso di saperla lunga, mi è comunque capitato spesso di soffermarmi sul desiderio e sul suo significato.
Il desiderio in se è un motore molto potente per la vita, e trova una collocazione cardinale nelle priorità di ognuno di noi: se non hai un desiderio almeno, non sei vivo...su questo non si discute.
In particolare un sacco di volte in questo periodo mi è sembrato verificare spesso l'assunto del Maestro Bruce: la linea di confine tra desiderio e ossessione è paurosamente sottile, come la tela di un ragno, spesso non si vede e ci si sbatte contro.
Trovo comunque l'accontentarsi una forma di rinuncia che limita, a parer mio, il desiderio stesso e lo mortifica.
Io personalmente di desideri ne ho (e tanti) ma probabilmente è meglio che alcuni rimangano tali, e non perchè ci sia di mezzo la rinuncia o l'accontentarsi...è che devono rimanere desideri, senza diventare pericolose ossessioni.
In fondo, il tempo non mi manca, la costanza nemmeno.
Ecco, in questi casi, in modo presuntuoso (non potrebbe essere diversamente, io sono presuntuoso!) e  assolutamente semplicistico penso di aver risolto il problema, almeno per un pò...in qualche modo, si può dire che ho visto la tela e mi sono fermato in tempo no? :-)
Vi lascio ai vostri pensieri!
Adieu

P.s. Ringrazio la ragazza che mi ha fatto i complimenti per il blog, spero mi degni di un commento un giorno!

venerdì 18 aprile 2008

Coltivate solo quelle abitudini da cui siete disposti a farvi dominare

Eccoci eccoci amicici!!! Finalmente ritorno sugli schermetti dei vostri computer per elargirvi ancora opinioni non richieste e notizie di dubbio interesse...no, non sono Emilio Fede, non vi preoccupate...
E' che ogni tanto mi fermo nella scrittura di questo blog per colpa della solita situazione statica che mi circonda...è inutile che scriva tredici volte al mese se poi devo solo dire "Oggi ho mangiato le lasagne alla mensa!" o "stasera sono stanco perchè ho studiato..." no?!? Essendo un periodo di studio mi sembra ovvio che le giornate si susseguano in maniera ripetitiva e la cosa certo non entusiasma la scrittura (Figuratevi la lettura!).
E di qui il titolo del blog, una citazione di Elbert Hubbard (non chiedetemi chi è perchè non lo so proprio, ma qui ha visto giusto!)
Credo infatti che le abitudini prendano possesso, in un certo qual modo, della vita di ognuno di noi (altrimenti non si definirebbero nemmeno con il termine stesso di "abitudini"), ma credo anche che questo non sia necessariamente un male, anzi magari è più un bene che un male.
Verissimo che è palloso fare sempre le stesse cose; siano le 2 ore di sita a settimana per firenze, le gornate a studiare, uscire sempre nel solito posto con la solita gente...quello che volete. Ma a parer mio è proprio l'abitudine che rende più apprezzabile lo svago, il cambiamento, la novità di una serata passata con gente nuova, il viaggio in macchina con gli amici sorpassando la solita sita, un week end fuori casa per buttarsi via dal ridere...cavolo se sapessi di fare queste cose ogn sera per anni non sarebbe più...irripetibile. E, paradossalmente diventerebbe quasi...abitudinario.
E per finire, vi dirò che non so come sia da voi, ma io mi diverto sempre un botto il fine settimana!!!
Adieu!

P.s.: L'intervento è dedicato alla ragazza col thermos di Hello Kitty, che è abituata a non venire più a lezione...
:-P

domenica 9 marzo 2008

Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno

E' con questa sdolcinosa (anche troppo per me) frasetta che il grande scrittore Denis Diderot, che celebro con un giorno di ritardo la festa  del gentil sesso!
Nonostante quello che pensavo, la serata di ieri  è stata divertente, e ricca di figuracce e nonsense (proprio come piace a me), con scoperte inquietanti e al tempo stesso interessanti...ci sarebbe stato bene anche il teatro, ma poi non se n'è fatto nulla...
Il fatto è che con le donne a volte ho come l'impressione di essere in un romanzo giallo: hai un fatto di cronaca, dei sospetti, degli indizi, raccogli le testimonianze, formuli delle ipotesi e parli con gli indagati per verificare le tue teorie...da un certo punto di vista è anche divertente!
Chudo con un'altra citazione dell'autore del romanzo Cuore, che diversi anni prima di Ferradini aveva posto le basi del "Teorema":

 "Nel
cuore delle donne non ci vede chiaro che l'esaminatore disinteressato."

-E. De Amicis-

mercoledì 27 febbraio 2008

E' bello partire solo se si sa di tornare

Eccoci eccoci cari giovini, alle porte co'sassi!
Eh si, dopo un periodo di "vacanza" dopo la fine degli esami (ci stava un pò di nullafacenza), ritorno in quel di Firenze, ad imparare tante cosine nuove sui rudimenti dell'Arte del Segaossa! Occasione per iniziare a studiare per l'esamone finale di Anatomia e, se ci scappa, anche per i secondi atti di Fisiologia e Genetica. Dopo essermi lentamente ripreso da Biochimica infatti ho anche avuto occasione di sfogarmi per ben 3 giorni di sesso, droga e musica dance col fidato compare/animale da discoteca/guida alpina Bazzone (che sono passati a velocità luce)! Appena il tempo di riflettere sui miei peccati e preparare il trolley mi è rimasto, prima di ripartire fino a maggio...e un pò sono triste.
Vi lascio perciò in mano una canzone di Jhonny Cash che s'intitola "Hurt"; l'ho molto apprezzata dalla prima volta che l'ho sentita e vi consiglio di fare lo stesso, non solo ha un testo molto incisivo (che non vi traduco per non travisarne il significato, fatelo da soli!), ma ha anche una melodia che esprime la tristezza e la solitudine dell'autore come solo i grandi sanno fare...

Jhonny Cash - Hurt

I hurt myself today
to see if I still feel
I focus on the pain
the only thing that's real
the needle tears a hole
the old familiar sting
try to kill it all away
but I remember everything

What have I become?
My sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
and you could have it all
my empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt

I wear this crown of thorns
upon my liar's chair
full of broken thoughts
I cannot repair
beneath the stains of time
the feelings disappear
You are someone else
I am still right here

What have I become?
My sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
and you could have it all
my empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt

If I could start again
a million miles away
I would keep myself.

I would find a way.

sabato 2 febbraio 2008

Pagellone Di Capodanno

Eccoci di nuovo qua, in conclusione ai numerosi interventi su questo capodanno, lascio le pagelle con annesse votazioni dei partecipanti!!!

GACCHI - Voto 10 e lode
E' una strana partita quella di Cialdoni, senza picchi ne precipizi fino alla serata decisiva.
Da allora è show: leggero stordimento con difficoltà a parlare italiano, seguite da allegria furibonda, ubriachezza, invenzione totale di manufatti/ruoli amministrativi/fabbriche sconosciute/possiedimenti quali yacht, piscine, macchine, ville ecc ecc...e collasso finale.
Dopodichè rivisitazione delle sacre scritture: Mosè separò i mari e permise ai gamberetti semimasticati di raggiungere il sedile indenni!
A seguire: convulsioni, difficoltà a stare in piedi, mal di testa.
Perdita stimata di neuroni: 10^9.
Irraggiungibile.

PICCA - Voto 8 e mezzo
La voglia di ballare mescolata al bisogno di trombare insieme a trentasei caffè, red bull e vino a volontà: ecco il picca il 31 dicembre 2007.
Predicatore con aspersorio di birra, eccolo cimentarsi nell ballo dell'impiccato, e accorgersi che la terra gira.
Esorcista della birra.

MARIO ARCANI - voto 7/8
Mantiene la calma zen, sia che gli manchino le saponette, sia che gli manchino gli occhiali, sia che gli manchi 1 punto al coma etilico, sia che il pulmino sembri Woodstock, ma senza canne.
Dalai lama.

CAMILLA - Voto 7 e mezzo
Naturale, sobria, irreprensibile, non si sbilancia e gioca bene, paziente e ironica. Avremo preferito più azione, ma impeccabilmente sopra la media.
Shilouette donna.

BAZZONE - Voto 7 e mezzo
Parte carico come un funaio ma arriva nauseato e demoralizzato in fondo alla fatidica notte. Con un intermezzo di frizzi e lazzi ovviamente, ma sfumati subito sentendo il gentile aroma dei succhi gastrici. Si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità.
Stomaco debole.

WOMBATINA Voto 7
Gioca una buona partita, vorace di goal e non solo, ma sulla fine si fa raggiungere dalla rabbia e perde il controllo. Poteva fare di più per divertire e divertirsi.
Iraconda/Anaconda.

TESTONE Voto 7 e mezzo
Anche per ale la partita è ben giocata, pochi slanci ma tante iniziative, poco corrisposte dalla squadra. Le tenta tutte.
Highlander.

SERENI Voto 4
Assente e ingiustificato.
Voltagabbana.

BURCA - N.P.

Volevo scrivere di più ma non ho tempo!!!
A presto!!!
Adieu

venerdì 18 gennaio 2008

Requiem di un Capodanno - Parte seconda

Il seguito dell'avvincente romanzo di capodanno!!!
 
Questa parte della serata viene da molti clienti del suddetto
ristorante ricordata per la simpatia della comitiva, da subito attiva
per divertire e divertirsi."
"Il cibo era squisito" decreta la giovane una giovane che per la
privacy chiameremo -Sig. Wombatina- , che si è riservata diverse
porzioni di...beh di tutto..."abbiamo mangiato a più non posso,
addirittura il mio ragazzo ha fatto  fuori 26  ostriche  da solo!!!"
"Direi che l'inizio prometteva una serata da urlo" afferma una ragazza
che per la privacy siamo costretti a chiamare col nome fittizzio di
-Camilla-, che però risponde ai nostri microfoni leggendo
<Silhouette Donna>
"Abbiamo forse esagerato col vino" ammette il suo ragazzo, la cui testa
oscura per un secondo la nostra telecamera per intero, pur avendo il
grandangolo"Ed è successo il peggio".
"Diciamo che poteva capitare, abbiamo avuto un pò di sfiga" ammette il
finanzato di Wombatina, che chiameremo -Sig. Bazzone- "ed ho rischiato
per un momento anche io, sentendo quel'odore..."
Il fatto è che come nei migliori omicidi, l'assassino non si svela mai
fino all'ultimo, nel nostro caso fino a 400mt dall'albergo. In quella
notte maledetta infatti, qualcuno aveva colpito a morte un innocente
partecipante( per la privacy -Sig.Badinga Cialdoni- ) che dopo un'ora
di lotta contro la ferita, contro la decenza e contro il suo stesso
amor proprio, ci ha lasciati alle ore 2.00 del mattino del primo
gennaio, tornando in un pulmino-ambulanza di corsa all'albergo.
La scena raccapicciante che si presentava ai soccorritori non si può
descrivere, ma potete farvene un'idea mescolando sul sedile di un
pulmino 9 posti una boccia di bianco, mezza di rosso e un cenone di
capodanno semimasticato. Ai soccorritori la medaglia al valore per
l'opera di volontariato durata fino alle 6 per rimettere in ordine la
scena del delitto."Non ci credevo, volevo andarmene, ero amareggiato,
su di giri, forse avevo bevuto troppo caffè, o forse ho dto troppa
birra" si foga un'altro della comitiva, -Sig. Picca-, che ancora alle 6
non credeva alle parole dei coroner e voleva andare a ballare.
"Tutto sommato" conclude Mario Arcani, "avevo visto di peggio, ero
felice di dare una mano!" Si concluse così, alle 6 del mattino, uno
strano capodanno, con i vinti e senza vincitori, e con un dubbio
agghiacciante...dove era il sig. Sereni al momento del fattaccio??? Era
forse lui il colpevole? Non lo sapremo mai.

N.B. :ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale...:-P

A seguire le pagelle di capodanno!!!

Requiem di un Capodanno - Parte prima

Ohi, come va? Ci si sente finalmente eh? Siamo oramai tornati alla normalità, passate le pantagrueliche feste di fine anno, e si torna a studiacchiare con la pancia e il borsello più rotondini ma con tanta voglia di studiare in meno...e un pò di amarezza. Eh si, perchè quest'anno, cari compagni vicini e lontani, è venuto meno un'elemento essenziale per completare l'anno in bellezza: il mega-party di capodanno.
Ma andiamo per ordine:
"Tutto andava per il meglio, avevamo trovato l'idea pochi giorni prima del 31, ci eravamo decisi per Rimini" afferma il nostro anonimo intervistato in lacrime uno dei 9 testimoni oculari del delitto "ed avevamo trovato sia l'albergo a circa 600 mt dalla Baia Imperiale (nota discoteca N.d.r.) che un bellissimo pulmino 9 posti adatto alla comitiva"
Il testimone descrive come siano partiti garruli e gioiosi i 9 partecipanti da Soci la mattina del 31 dicembre 2007, e come fossero tutti e 9 contenti del programma. Ci racconta della loro iniziale sosta a Bagno di Romagna per degli snack, il malumore di un componente del gruppo (tale Mario Arcani) per la sospetta mancanza di suppellettili da bagno...ma fin qui tutto scorre liscio.
Ci parla dell'arrivo all'albergo, il quale era in una buona posizione; del giretto in viale ceccarini, dei frizzi e lazzi tra i membri della comitiva (l'unico, dice l'anonimo, a non scherzare con gli altri, era un certo L. Sereni taciturno e quasi invisibile) e dell'ennesimo spuntino.
"Torniamo in albergo e aspettiamo le 9, eravamo carichi e dopo una bella doccetta siamo partiti alla volta del ristorante...il Porto Santo!"aggiunge l'anonimo. "Eravamo bellissimi, camice, pantaloni, giacche, seta, pizzi, piastre, permanenti e via dicendo. Siamo scesi dopo la foto di rito e siamo andati a cena..."

A seguire la seconda puntata!