mercoledì 27 aprile 2011

In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti. (Epicuro)

Di nuovo in movimento, di nuovo sui vostri schermi.
Ne sentivo la mancanza, sul serio. Dato che il piccolo esperimento con l’amico Alessio non è andato in porto, mi sono un pò scoraggiato e ho trascurato questa parte di me stesso che siete voi, e mi sono tirato dietro le solite scuse del caso, i soliti cliché(nonhotempociòddaffareoramegliodinomagaridomanisemmaistaseradopocenaofforseno). Ma ringraziando il cielo oggi non ho dimenticato il volto di mio padre (approfondite in caso non sapeste di che parlo) e torno, pistole in mano a farmi-farvi domande.
Mi è capitato nella settimana appena passata di parlare di giustizia (anche se solo tangenzialmente) e devo dire di essere rimasto allibito: ultimamente sono sempre più frequenti gli estremismi in questo campo.
Ovviamente a tutti noi è capitato di essere radicali in certe opinioni e anzi sfido chiunque  a rimanere controllato di questi tempi, soprattutto nei confronti di paradossi clamorosi (10 anni se rubi le mucche, poco se rubi le banche, probabilmente niente per le case editrici), ma spesso non si tratta di episodi sporadici.
Un numero insospettabile di persone apparentemente ragionevoli vuole di nuovo un Duce.
E’ così, e non c’è proprio da far finta che non lo sia perché queste persone non sono neofacisti, non vanno in giro col manganello e la camicia nera, non le riconosci finché non ci parli. Sono tua zia, il tuo vicino e il tuo compagno delle medie, il tuo sottoposto al lavoro e il tuo capo. Se ci parli sono tranquilli, non hanno problemi particolari ma sono incazzati in un modo particolare: sono selettivamente incazzati con due-tre categorie specifiche di persone (immigrati, comunisti o fascisti, avversari calcistici) che gli rubano rispettivamente lavoro, tasse e partite.
Come cartina tornasole potete controllare quello che oggi fornisce i dati più attendibili: Facebook.
Vi accorgerete dalle piccole cose, magari da conversazioni apparentemente leggere che nell’ordine che:
  1. La grammatica di base (non pretendo la Crusca, ovviamente) è sparita dalle materie scolastiche obbligatorie almeno 10 anni fa
  2. Il concetto di “privato” delle persone è molto strano.
  3. Si combatte una guerra di estremismi in cui chi la spara più grossa-alternativa-pesante ha ragione.
Tutto questo ovviamente non mi convince e non mi entusiasma, più che altro mi spaventa.
Credo infatti che ci sia in atto una guerra di posizione trasversale (che quindi abbraccia tutti i campi), una di quelle faide in cui le due parti tentano di tirarti a se “perché se non sei con noi sei contro di noi” e chi sceglie tra le due posizioni è già in trappola.
La mia opinione a riguardo è che chi si lascia convincere e entra da testa calda in una delle due fazioni opposte (calcistiche, politiche e quant’altro) senza ragionare e senza informarsi, sia manipolabile. Quindi il rigore fischiato alla tua squadra c’era anche se non l’hai visto; l’immigrato ha rubato alla vecchietta non importa perchè; il politico dice la verità non importa come si comporta.
La mia opinione quindi verte sulla ricerca di moderazione e buon senso, piuttosto che sulla verità e sulla giustizia.
Anche perchè non esiste una giustizia somma, perfetta. Non esiste perché riguarda noi tutti.

Ma basta parlare, vi lascio ai vostri pensieri.

Adieu

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